lunedì 6 febbraio 2012

Risposta dell'ASS n. 2 Isontina.

Si riscontra la Sua nota del 12.01.2012 precisando quanto segue.
Non una sola ora del personale dell'ASS 2 è stata mai messa a disposizione di iniziative estranee al servizio. Quanto da Lei riferito riguarda l'impegno volontario di dipendenti dell'Azienda al di fuori del debito orario contrattuale.
L'iniziativa alla quale Lei si riferisce è stata proposta da un nutrito gruppo di dipendenti alla redazione del notiziario aziendale, che ha deciso di pubblicarla in quanto ritenuta meritevole di attenzione, al pari dell'altra iniziativa (World friends) proposta nella stessa pagina e nella stessa rubrica che, non per caso, è intitolata Solidarietà.
La lettera pubblicata consiste in una richiesta di contributo volontario e del tutto libero a favore di un fondo della Caritas diocesana, unico nel suo genere nel territorio isontino, operante a favore delle famiglie in difficoltà a causa della perdita del posto di lavoro.
I circa duemila dipendenti dell'ASS 2 Isontina non sono solo coloro che per professione si prendono cura della salute delle comunità di loro pertinenza, ma sono anche cittadini che vivono perfettamente integrati in queste comunità. Essi non sono estranei alla spiccata e diffusa attitudine all'impegno civile, al volontariato, alle attività solidali che caratterizzano le popolazioni isontine e dedicano molto del loro tempo libero a questo genere di attività.
Questa direzione ritiene di dover favorire questi comportamenti per almeno due ragioni:
  • la partecipazione piena alla vita e ai problemi delle comunità facilita l'insediamento territoriale degli operatori sanitari, fattore imprescindibile nella costruzione e nello sviluppo delle reti di welfare necessarie alla tutela della salute;
  • l'esercizio concreto della solidarietà configura un contenuto di apprendimento essenziale per chi si occupa professionalmente di persone ammalate.
Nella fattispecie da Lei sollevata, l'integrazione dei nostri collaboratori nelle comunità di riferimento ha una rilevanza ulteriore. La provincia di Gorizia subisce in misura pesante gli effetti della crisi economica. Moltissimo sono i lavoratori che hanno perso il lavoro, talvolta anche congiunti dei nostri dipendenti. La lettera del direttore della Caritas è parsa particolarmente significativa perchè mette in luce un possibile contrasto tra chi perde il lavoro e chi, come un dipendente pubblico, lo ha garantito. La richiesta, a chi ha il lavoro, di aiutare chi lo perde aiuta i primi a compiere quello sforzo di condivisione che appare ai più indispensabile alla salvezza di questo Paese. In questo senso la direzione aziendale è stata ben lieta di assecondare la proposta di allegare il plico della Caritas alla busta paga di dicembre. Per altro anche questa attività è stata realizzata da dipendenti volontari e al di fuori del debito orario contrattuale.

RingraziandoLa comunque dell'attenzione costante che rivolge alle iniziative della nostra ASS, colgo l'occasione per inviarLe i più distinti saluti.

il direttore generale
Marco Bertoli

lunedì 23 gennaio 2012

Raccomandata dott. Degiovanni

Preg. mo dott. Degiovanni

i primi di novembre 2011 con una telefonata Le ho chiesto le modalità e le regole adottate dall’ASS 2 Isontina nell’assegnazione dei numerosi appalti alle cooperative operanti nel nostro territorio.

Non avendo ricevuto nessun documento in proposito Le ho fatto una formale richiesta scritta che le è stata recapitata il 29.11.2011 e della quale sono ancora in attesa di risposta .

Con la presente sono a reiterare la domanda chiedendoLe quindi una completa documentazione:

· di tutti gli appalti assegnati alle varie cooperative negli anni 2010, 2011

· del capitolato dei bandi

· della composizione delle commissioni con relativi verbali di assegnazione

Ritengo del tutto superfluo ricordarLe il diritto all’acceso agli atti di ogni cittadino e, a maggior ragione, di in consigliere regionale nell’esercizio delle sue funzioni.

Certo di una sua fattiva collaborazione

Le porgo cordiali saluti

Dott. Stefano Pustetto

Consigliere regionale Sinistra Ecologia Liberta

Trieste 12.1.2012

Raccomandata dott.ssa Venturini

RACCOMANDATA

Preg. ma dott.ssa Venturini

a seguito del nostro colloquio telefonico ho ricevuto la Sua del 15 novembre 2011 che dava solo delle risposte parziali e non esaustive a quanto da me richiesto. E’ per tale motivo che in data 23.11.2011 Le ho inviato una ulteriore richiesta di documentazione cui fino ad ora non ho avuto riscontro.

Con la presente sono pertanto a chiederLe :

· tutta la documentazione inerente alla somma di 11.000,00 euro erogate alla Caritas goriziana per l’acquisto di due gastroscopi da destinare al nuovo centro polifunzionale di Djougou . Tale cifra, che nella sua del 15 novembre afferma essere una “rappresentazione meramente contabile dell’uscita di cassa”, avrebbe dovuto rientrare nella disponibilità aziendale in quanto corrispondente agli introiti in conto ricavi.

· tutta la documentazione delle spese di viaggio sostenute dall’ASS2 isontina che Lei afferma essere “compensate con i proventi delle già citate iniziative di raccolta fondi”

· tutta la documentazione degli orari di servizio del personale che ha distribuito le magliette commemorative di Basaglia, considerato che dalle informazioni in mio possesso tale iniziativa è stata fatta in orario di servizio, e se questo corrisponde la vero a quale titolo il personale è stato delegato a fare ciò.

· se corrisponde al vero che l’ASS2, in occasione della missione in Benin dei vertici aziendali, ha fornito anche una cospicua dotazione di farmaci specificandone la tipologia e la quantità.

Certo di una Sua fattiva collaborazione

Le porgo cordiali saluti

dott. Stefano Pustetto

Consigliere regionale

Sinistra Ecologia Liberta

Trieste 12.1.2012

mercoledì 18 gennaio 2012

Risposta all'interrogazione sui Rimborsi di Carniacque S.p.A.

Con l'interrogazione in oggetto il Consigliere regionale Pustetto ha chiesto chiarimenti in merito alle modalità osservate dalla Carniacque S.p.A. per il rimborso della quota di tariffa del servizio idrico integrato non dovuta ai sensi della sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008. In particolare, il Consigliere Pustetto ha messo in evidenza le seguenti questioni:
- il termine troppo ristretto (30 giugno 2011) per la presentazione delle istanze di rimborso, di cui ha chiesto la riapertura;
- la gravosità delle procedure di rimborso (come ad es. il reperimento dei moduli), a fronte delle quali ha chiesto l'introduzione di automatismi sulla base delle risultanze del database di cui la Carniacque S.p.A. è dotata.

Come noto, la Corte Costituzionale (8-10 ottobre 2008, n. 335) ha sancito l'illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1, della Legge n. 36/1994 e dell'art. 155, comma 1, primo periodo, del D.Lgs. n. 152/2006, nella parte in cui prevedevano che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione fosse dovuta dagli utenti del servizio idrico integrato anche nel caso in cui non fossero attivati (mancanza assoluta o temporanea inattività) gli impianti centralizzati di depurazione.

Successivamente l'art. 8-sexies, comma 2, del D.L. n. 208/2008, come convertito con Legge 27 febbraio 2009, n. 13, ha stabilito che "In attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008, i gestori del servizio idrico integrato provvedono anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1 ottobre 2009, alla restituzione della quota di tariffa non dovuta riferita all'esercizio di depurazione. Nei casi in cui al secondo periodo del comma 1, dall'importo da restituire vanno dedotti gli oneri derivati dalle attività di progettazione, di realizzazione o di completamento avviate. L'importo da restituire è individuato, entro duecentodieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, dalle rispettiva Autorità d'ambito."

Il medesimo decreto, all'art. 8 sexies, comma 4, ha previsto l'emanazione di un decreto ministeriale per l'attuazione di quanto previsto al richiamato comma 2.

Con la pubblicazione del D.M. 30 settembre 2009, sono state infine poste tutte le condizioni necessarie per l'attivazione da parte dei gestori delle procedure di rimborso.

Con riferimento alle questioni poste dal consigliere Pustetto, si evidenzia che tale decreto richiama nelle premesse la giurisprudenza della Corte dei Conti che ha costantemente evidenziato la necessità di una "documentata istanza" da parte dell'utente per ottenere la restituzione delle somme di cui si tratta, nonchè quella che ha indicato per l'esercizio del diritto al rimborso il termine di prescrizione quinquennale ex articolo 2948 c.c.

Ai sensi dell'art. 4 del D.M. il gestore o, per le gestioni in via diretta, il Comune, è tenuto a fornire all'Autorità d'Ambito su supporto informatico gli elenchi degli utenti allacciati alla pubblica fognatura, distinguendoli in:
a) utenti serviti;
b) utenti non serviti da impianti di depurazione attivi per i quali sia in corso attività di progettazione, realizzazione, completamento o attivazione (tali utenti hanno diritto alla restituzione della quota, dedotti gli oneri sopportati dal gestore connessi alla realizzazione del programma per la costruzione e l'attivazione degli impianti);
c) utenti non serviti perché gli impianti risultano temporaneamente inattivi o siano stati temporaneamente inattivati (tali utenti hanno diritto alla restituzione della quota, dedotti gli oneri sopportati dal gestore connessi alla temporanea inattività dell'impianto);
d) utenti non serviti per i quali non è prevista alcuna attività di progettazione, realizzazione, completamento o attivazione (tali utenti hanno diritto al rimborso dell'intera quota).

Il gestore è tenuto inoltre a trasmettere le seguenti informazioni:
- gli importi pagati da ciascun utente riferiti al servizio di depurazione;
- i volumi d'acqua erogati e i periodi di riferimento
-lo stato di avanzamento e i costi dei lavori per la realizzazione o la riattivazione di ciascun impianto di depurazione;
- il calcolo degli importi indebitamente richiesti a ciascun utente.

L'autorità d'ambito o, per le gestioni in via diretta, il Comune, verificata la correttezza dei dati trasmessi dal gestore, determina la quota che il gestore dovrà restituire ad ogni singolo richiedente entro il 1 ottobre 2014, eventualmente in forma rateizzata e/o mediante compensazione.

L'Autorità d'ambito "Centrale Friuli" ha, con deliberazione n. 39/2010, individuato "criteri e direttive per gli enti gestori per la restituzione della quota di tariffa di depurazione non dovuta ai sensi della sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008, dell'art. 8 sexies D.L.208/2008 e del D.M. 30 settembre 2009".

Rispetto al termine di presentazione dell'istanza di rimborso, la deliberazione citata, ricordando che alla fattispecie si applica la prescrizione quinquennale ex art. 2948 c.c., prevede solo come "opportuno" il termine del 30 giugno 2011 al fine di definire l'eventuale revisione tariffaria.

Quanto alla procedura di rimborso, stante la necessità dell'istanza come sopra evidenziato, la deliberazione ha approvato un modulo-tipo da presentare al gestore e che il medesimo provvede ad inviare agli utenti con la prima bolletta utile. Il modello è reso inoltre reperibile sul sito web o presso gli sportelli per gli utenti.

Al modulo va allegata la seguente documentazione: copia fotostatica non autenticata di un documento di riconoscimento; una bolletta del servizio idrico integrato, ma solo nell'ipotesi in cui l'utenza non sia più attiva; documentazione idonea ad attestare il diritto al rimborso solo se l'utente non è nell'elenco degli aventi diritto stilato dal gestore.

La Direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna con nota prot. 32647 del 29 settembre 2011 ha chiesto all'Autorità d'ambito "Centrale Friuli" di verificare la correttezza delle procedure seguite dalla Carniacque S.p.A.

Con nota prot. n. 1719 del 14 novembre 2011, l'Autorità d'ambito ha inoltrato una nota del suddetto gestore recante le seguenti informazioni:
- stante il carattere ordinario del termine del 30 giugno 2011, la Carniacque S.p.A. dichiara di non aver respinto alcuna domanda successiva a tale scadenza;
- non sono state segnalate dall'utenza difficoltà nel reperimento dei moduli per l'istanza di rimborso;
- il database di Carniacque S.p.A. non dispone di informazioni relative al periodo di gestione comunale. Posto che sulla base della deliberazione dell'Autorità d'ambito il gestore è tenuto a rimborsare anche le somme introitate dai Comuni, in alcuni casi si rende necessario che all'istanza di rimborso sia allegata documentazione di dettaglio dei pagamenti effettuati dall'utente al Comune ai fini della corretta quantificazione di quanto dovuto.

mercoledì 14 dicembre 2011

Domande fatte a Tondo.

Domande

1. Quale forma organizzativa intende dare all’azienda unica?

2. Perché c'è l'esigenza di creare un'azienda unica quando c’è già? attualmente, infatti, è sufficiente che l’assessore convochi i 6 Direttori Generali e dia le linee guida, la direzione di marcia ecc….

3. Le eccessive dimensioni dell’azienda non mineranno le capacità operative aumentando a dismisura i disservizi?

4. Quali sono i risparmi ipotizzati con questa riorganizzazione?

5. Sono state le ipotesi di risparmio la molla fondamentale che l’ha spinta alla scelta dell’azienda unica?

6. Non pensa che si corra il rischio di ridurre in modo considerevole l’offerta di sanità della Regione? ( vedi RNM )

7. Quali le reali motivazioni di questo progetto stante che non è nemmeno conclusa la riorganizzazione per area vasta che questo stesso governo aveva messo in campo?

8. E' stata fatta una simulazione degli effetti di tale riorganizzazione ?

9. Sono stati sentiti i vari direttori generali, soprattutto quelli con maggiore esperienza ?

10. Chiusa l’agenzia che poteva dare un supporto organizzativo serio, mandati via i dirigenti più esperti non crede sia particolarmente rischioso affidare un incarico così delicato / strategico ad una persona che mastica di sanità solo da 1 anno e perdipiù in Az sanitaria fra le più piccole?

11. Il fatto che il neo Direttore generale faccia parte di Comunione e Liberazione è un fatto casuale o indica una condivisione di un modello di sanità di tipo lombardo? (CL da sempre spinge per la privatizzazione della sanità)

12. Non crede che la riorganizzazione degli ospedali così come ipotizzate nella riorganizzazione dell’azienda unica possa determinare la definitiva chiusura delle strutture periferiche? (si veda ospedali riuniti di PN) oppure è questo il vero obbiettivo ?

13. Non crede che l’esperienza fallimentare del Gervasutta con attuale fuga di pazienti verso Monastier dovrebbe esserci da monito?

14. Dato che la sanità non dovrebbe essere nè di dx nè di sin intende coinvolgere le opposizioni nella sue scelte in modo che siano quanto più condivise possibili o è disposto a fare una riforma tanto delicata a colpi di maggioranza?

15. Perchè non affrontare i veri problemi della sanità regionale esempio nella cancellazione dei doppioni (maxillo facciale - ORL, anatomia patologica , due chirurgie , 2 oculistiche , tre anestesie, ortopedie, 2 chir plastica , 2 neurologie, laboratorio con 3 primari 42 Tecnici di cui 23 laureati , nomina di un responsabile del centro trapianti) e questo solo per parlare dell’OC di Udine?

16. Non sarebbe stato più utile intervenire per la nomina di un responsabile del centro trapianti vacante da più di un anno?

mercoledì 28 settembre 2011

Risposta del l'Assessore Ciriani.

L'Assessore Ciriani ha premesso che:
"il Capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri con le note prot. n. DPC/RIA/21528 del 31 marzo 2011 e prot. n. DPC/RIA/28521 del 12 agosto 2011 ha invitato il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia a predisporre e adottare tutti gli atti necessari ad attivare con la massima urgenza il Centro Funzionale Regionale, entro e non oltre il mese di luglio 2011, data oltre la quale il Dipartimento nazionale non svolge più in via sussidiaria le funzioni di Centro Funzionale di competenza delle singole regioni. Il Centro Funzionale Regionale deve svolgere la funzione di allerta meteorologica a salvaguardia della popolazione regionale dagli eventi meteorologici estremi(...)
E' evidente che sussiste una responsabilità anche civile e penale qualora la mancata o erronea valutazione degli scenari di criticità al suolo, dovuti ad una assenza o erronea valutazione delle previsioni meteo, generi una situazione di pericolo o addirittura comporti lesioni o danni a persone o beni a causa della non tempestiva allerta alla popolazione. Allerta che è posta in capo al Presidente della Giunta Regionale, ovvero all'Assessore dallo stesso delegato alla PC.
Allo stato attuale la Regione dal primo agosto 2011 risulta inadempiente circa l'attuazione operativa del Centro Funzionale che doveva già essere attivato".

L'Assessore, riguardo l'interrogazione, ha poi affermato che la messa a disposizione presso la Protezione civile di parte del personale dell'ARPA-OSMER è corollario della scelta del legislatore regionale di trasferire i beni utilizzati dall'Osmer all'Amministrazione regionale per la gestione operativa da parte della medesima. I motivi della scelta sono chiaramente espressi dall'articolo 14, comma 25, della L.R. 17/2008 e cioè per il razionale impiego delle risorse e per la riduzione dei costi, per il necessario rafforzamento del sistema regionale integrato di protezione civile a salvaguardia della pubblica incolumità nonché per soddisfare le esigenze di accesso a dati di carattere meteorologico espresse dai settori regionali della prevenzione e protezione ambientale, dell'agricoltura, della gestione forestale e territoriale, del turismo, dei trasporti e della sanità (...).
Il comma 26 prevede, inoltre, che il personale tecnico dell'ARPA-OSMER sia messo a disposizione presso la Protezione civile della Regione, previa espressa richiesta della medesima Protezione civile secondo le modalità definite con apposita convenzione.
I provvedimenti per l'attuazione del trasferimento del personale ARPA-OSMER sono individuati dalla Direzione della funzione pubblica nell'ambito degli strumenti di mobilità esterna, di concerto con la Protezione civile.

lunedì 5 settembre 2011

educazione, scuola

Ill.mi Signori,

In qualità di Presidente della Commissione della Conferenza Episcopale Triveneto per la Scuola rivolgo a tutti Voi, a nome dei vescovi, la presente lettera, nell'intento di manifestare ancora una volta in nostro quotidiano interesse per tutta la scuola, statale e paritaria, che vive oggi un periodo delicato per le riforme in atto, per le restrizioni di risorse e per i ritardi alla piena attuazione del processo di autonomia e di parità. Ci auguriamo che siano evitati i notevoli disagi e le tensioni a causa dei problemi che le Scuole paritarie, specie quelle dell'Infanzia si troverebbero ad affrontare, compresa l'ipotesi della loro chiusura.

Il Comitato per la parità scolastica da me presieduto e coordinato da d. Edmondo Lanciarotta riunitosi, l'ultima volta, il 24 giugno u.s. a Zelarino (VE) ha fatto presente ancora una volta la grave situazione in cui si trovano le scuole cattoliche paritarie, dall'Infanzia alle Primari, dalle Secondarie di primo e secondo grado ai Centri di formazione professionale.

I ripetuti tagli a livello nazionale, i continui ritardi e incertezze dei finanziamenti alle scuole paritarie da parte dello Stato italiano, mettono in serio rischio il futuro di questa scuole, costrette ad indebitamenti dovuti alla mancanza di puntuale erogazione dei fondi previsti e dalla diminuzione del contributo stesso. Molte scuole, che da decenni svolgono con qualità, passione e responsabilità il servizio pubblico, rischiano di dover chiudere il proprio servizio, causando un impoverimento al pluralismo educativo e formativo istituzionale e una negazione della libertà di scelta delle famiglie di educare e istruire i figli.

Numerosi sono stati finora gli 'appelli', le 'lettere aperte', i 'comunicati stampa'. Con la presente ci rivolgiamo a tutti Voi, cui è affidata la responsabilità politica da parte dei Vostri elettori, perchè sia data risposta a tale problema che interessa una grossa parte delle famiglie dei vostri stessi elettori. Non possiamo pensare di gravare ancora di più sulle famiglie richiedendo ulteriori aumenti alla loro contribuzione alla scuola cui hanno diritto come tutti gli altri cittadini.

La Scuola in generale oggi vive una situazione difficile, quella paritaria in particolare. Da sempre la Chiesa ha collaborato in vario modo all'educazione delle giovani generazioni. Anche le Scuole paritarie di ogni ordine e grado, riconosciute e abilitate a svolgere tale servizio scolastico, hanno offerto e stanno offrendo al Servizio Scolastico nazionale e regionale, in collaborazione e non in concorrenza con la Scuola statale, un servizio di qualità, che per lo Stato rappresenta anche un notevole risparmio economico, sia per quanto riguarda il personale che i locali delle Scuole.

Oggi nel nostro territorio tali Scuole, che, ripetiamo, fanno parte a pieno titolo del sistema educativo di istruzione e formazione, si vengono a trovare in una situazione sempre più drammatica, con grave rischio di chiusura. Riteniamo questa eventualità una perdita formativa, sociale e culturale oltre che economica, alla quale, specie per le Scuole dell'Infanzia, Stato e Regione, si troverebbero in forte difficoltà a dare una risposta pronta e adeguata.

Ci rivolgiamo a Voi per attirare la Vostra attenzione su questo problema che interessa migliaia di famiglie in modo da creare le condizioni affinchè tutta la scuola sia messa in grado di operare e di realizzare la propria finalità educativa e a rimuovere gli ostacoli per la realizzazione della piena autonomia, parità scolastica e libertà di scelta educativa.

Ci auguriamo che il concreto impegno della Regione finora manifestato per la Scuola paritaria continui ancora e possa sostenere anche quello delle singole Amministrazioni comunali, oltre che contribuire a giungere a livello nazionale alla scelta politica concreta ed efficace per risolvere tale problema esprimendo le molte potenzialità ancora inespresse insite nell'attuale ordinamento legislativo costituzionale, Le scuole e le famiglie non possono sopportare ulteriormente annunci e contro annunci di tagli, seguiti da parziali recuperi, senza nessuna certezza su cifre e tempi di finanziamenti, a fronte di salari e imposizioni fiscali che devono essere puntualmente corrisposti al personale, alla Regione e allo Stato.

Nella certezza di concorrere al bene comune delle nostre popolazioni, porgo a nome dei Vescovi del Triveneto e del Comitato per la parità scolastica i più cordiali saluti.

mons. Adriano Tessarollo
Vescovo di Chioggia
e presidente della Commissione Regionale della CET per la Scuola.