mercoledì 23 settembre 2015

PROPOSTE DEL COLLEGIO DEI PRIMARI AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA DI UDINE

Collegio dei Primari
Azienda Ospedaliero-Universitaria
Santa Maria della Misericordia
Udine


PROPOSTE DEL COLLEGIO DEI PRIMARI AZIENDA OSPEDALIERO UNIVERSITARIA DI UDINE
IN MERITO ALLA DGR 929/15 ED AI REDIGENDI PROTOCOLLO D’INTESA E ATTO AZIENDALE
(APPROVATE IN DATA ODIERNA, ALL’UNANIMITA’, DALL’ASSEMBLEA)

L’ Assemblea dei Direttori di Struttura operativa dell’Azienda Santa Maria della Misericordia esprime, all’unanimità, seria preoccupazione per le condizioni operative quotidiane dell’ospedale, che mettono in discussione la capacità di risposta efficace e tempestiva alle esigenze appropriate dei cittadini e dei loro percorsi di cura.  Troppo spesso accade di far fronte alle necessità solo grazie ad una straordinaria resilienza di tutto il personale, inclusi i primari, nonostante condizioni oggettivamente difficili.  Questo, e solo questo, è lo spirito che ci ha indotto ad avanzare alcune critiche a documenti amministrativi che ci riguardano, critiche che riteniamo ben circostanziate.   Respingiamo con sdegno le offensive ed infondate affermazioni ed insinuazioni della parte pubblica pervenute attraverso gli organi di comunicazione.  Convinti tuttavia della necessità di un approccio costruttivo ai problemi , formuliamo di seguito alcune proposte.

1.      La AOU di Udine è stata costituita da oltre 7  anni : chiediamo sia finalmente effettuata e resa pubblica una ricognizione strutturata dei risultati che sono stati ottenuti nell’integrazione tra le attività di assistenza, ricerca e didattica (cfr. D. leg 517/99  Mission aziendale).  In quest’ambito potrà essere valutato l’operato dei Direttori di Dipartimento ed il contributo dei Direttori di ciascuna SOC al raggiungimento degli obiettivi assegnati.  La conoscenza e la divulgazione dei dati aiuteranno i decisori politici e gli amministratori a comprendere meglio i problemi,  rasserenando gli animi. Non vi è alcuna evidenza, a nostro giudizio, che lo svolgimento integrato delle funzioni di assistenza, ricerca e didattica (ed il risultato complessivo che ne deriva)  dipendano dall’affidamento della guida delle SOC e dei Dipartimenti a medici universitari  (associati o ordinari) o ospedalieri:  esempi di diverso orientamento possono essere istruttivi.

2.      Chiediamo che una rappresentanza dei Direttori ospedalieri di Dipartimento sia coinvolta a pieno titolo, in analogia a quanto avviene per i Colleghi Direttori di Dipartimento universitari, nella fase di predisposizione delle bozze del Protocollo d’intesa e del successivo Atto aziendale, come avvenuto in occasione dei documenti precedenti.  Prendiamo atto con favore delle assicurazioni espresse in questi giorni dall’Assessore regionale in materia e ricordiamo che in questa delicata fase il Presidente della Giunta rappresenta il Servizio Sanitario Regionale, al quale apparteniamo, così come il Rettore rappresenta l’Università.

3.      Come medici ospedalieri, chiediamo di  essere valutati sulla base dei nostri curricula, dell’attività che abbiamo svolto e dei risultati misurabili delle nostre Strutture operative, indipendentemente dall’appartenenza giuridica. Negli anni che abbiamo alle spalle le diverse Direzioni aziendali ci hanno richiesto, comprensibilmente, un rilevantissimo  impegno su molteplici fronti: accreditamento JCI, gestione del rischio clinico, incident reporting, controllo delle infezioni ospedaliere, appropriatezza delle prestazioni , durata dei ricoveri, rispetto dei tempi di attesa, raggiungimento degli obiettivi dei budget annuali, integrazione tra SOC ospedaliere ed universitarie nei Dipartimenti ad attività integrata, esplicitazione dell’organizzazione delle nostre Strutture,  tempi certi e brevi per le consulenze interne,  adesione alle procedure e tempestiva predisposizione della documentazione per le dimissioni protette, compilazione dei registri Aifa per i farmaci ad alto costo, gestione delle risorse umane (dal clima organizzativo, ai turni, alle ferie),  sviluppo ed integrazione per le attività di ricerca , formazione e didattica, pubblicazione dei risultati della ricerca che contribuisca alla visibilità della nostra Azienda nel panorama internazionale, valutabile attraverso indicatori bibliometrici, e molte altre.  Sono tutte cose che possono essere misurate e comparate:  una valutazione oggettiva delle Strutture e dei Direttori è la chiave per interpretare correttamente pretese, proteste e proposte.

4.      Chiediamo che la Giunta regionale riesamini la Delibera 929 anche alla luce delle considerazioni che abbiamo formulato, con l’obiettivo di rendere più comprensibili le scelte e sgomberare il campo da ogni possibile equivoco. Sia ben chiaro che nessuno di noi vuole difendere duplicazioni ingiustificate : la storia  degli ultimi 10 anni del Collegio dei Primari documenta al di là di ogni dubbio serietà e responsabilità di approccio, anche nelle fasi più difficili.  Non si può però ignorare il contributo dato dall’aziendalizzazione all’attuale posizionamento del Servizio Sanitario nazionale nel panorama internazionale; né sembra saggio da parte degli amministratori regionali  banalizzare il ruolo che i Direttori di Struttura complessa hanno avuto  assieme alle Direzioni generali, nella crescita complessiva della cultura organizzativa e gestionale in Sanità e nei risultati che il Friuli Venezia Giulia ha ottenuto. Per  costruire una organizzazione efficace ed efficiente crediamo sia utile considerare, in ciascuna Azienda sanitaria,  il rapporto tra numero di operatori, volumi e complessità delle attività prima di decidere l’istituzione o la cancellazione di una SOC.  Su questa base, e seguendo le indicazioni del “Regolamento nazionale  sugli Standard ospedalieri” , pensiamo si possano riconsiderare, per fare solo degli esempi

a.       le scelte fatte sui Servizi, utilizzando gli stessi criteri a fronte di indicazioni omologhe dei bacini di utenza da parte normativa (laboratorio ed anatomia patologica)
b.      la necessità  o meno di prevedere Strutture complesse per funzioni  direzionali (sempre nei Servizi) con pochi operatori, che possano eventualmente essere gestite in Staff di Direzione
c.       l’opportunità di valorizzare attività ad elevata complessità,  uniche a livello regionale e al servizio di tutti gli ospedali del FVG,  come la chirurgia vertebro midollare e la neuroradiologia
d.      altre funzioni che dovrebbero essere uniche a livello regionale (bacini previsti tra 1 e 2 milioni di abitanti) quali chirurgia maxillo facciale o chirurgia plastica e quelle che addirittura richiederebbero bacini superiori a quello regionale come genetica medica o neuropsichiatria infantile.
Le scelte organizzative della nostra Azienda dovrebbero comunque preservare gli aspetti positivi dell’aziendalizzazione, inclusi gli spazi di autonomia decisionale ed organizzativa, evitando regressioni al sistema (dirigistico, ma non positivo) delle vecchie USL
5.      L’intesa tra il Rettore ed il Direttore generale sugli incarichi deve avere l’unico fine di preporre agli stessi le persone con le caratteristiche migliori per perseguire la mission aziendale: assistenza, didattica e ricerca integrate, come dev’essere negli ospedali accademici, selezionando tra il personale ospedaliero e quello universitario, senza pregiudizi,  le migliori professionalità. Solo così si persegue l’interesse pubblico, sia del Servizio sanitario regionale che dell’Università ,  dando nel contempo ai giovani che in futuro ricopriranno incarichi di direzione il messaggio giusto: si premia  il merito e non l’appartenenza a  questa o quella cordata, gruppo di interesse, area giuridica, ecc.  Siamo consapevoli delle necessità proprie di una Università e non verrà certo da parte nostra la negazione che vi siano esigenze peculiari legate ai Corsi di laurea e alle Scuole di Specializzazione, né sarà mai discussa l’opportunità di perseguire un equilibrio ragionevole delle diverse componenti professionali.  Il criterio guida nelle scelte però deve essere il merito e l’evidenza dei risultati.
Contiamo con queste semplici proposte di aver dato un contributo costruttivo alla soluzione di problemi che, con ogni evidenza, hanno carattere di sistema e non di singola Struttura o Azienda. Manteniamo la più ampia apertura ad un confronto con gli amministratori regionali, la direzione aziendale ed i Colleghi dell’Università. 

Udine, 9 giugno 2015

L’Assemblea del Collegio dei Primari dell’Azienda ospedaliero universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine.

mercoledì 29 ottobre 2014

Risposta a I.S. n. 105 “Quanto è importante l’ascolto dei cittadini per la Pubblica Amministrazione?”



Oggetto: Risposta a I.S. n. 105 “Quanto è importante l’ascolto dei cittadini per la Pubblica Amministrazione?”

In merito al quesito posto con l’interrogazione in oggetto, si rappresenta quanto segue:
presso la sede di Cividale del Friuli non è attivo un Centro Trasfusionale, bensì un Centro di Raccolta Sangue, dipendente dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Udine. Tale unità di raccolta sangue svolge anche alcune funzioni ambulatoriali che non dovrebbero trovare posto in un Centro di Raccolta Sangue e che sono state mantenute, con spirito di servizio da parte della direzione del dipartimento, solo per non creare disservizi alla collettività cividalese: si fa qui riferimento alle attività di controllo della TAO (Terapia Anticoagulante Orale) e all’ambulatorio per le terapie con ferro, attività che non vengono effettuate in nessun altro Centro Raccolta Sangue della Regione.
La lamentata riorganizzazione del punto di raccolta di sangue di Cividale è in realtà consistita solo nel modificare le attività ambulatoriali nei giorni di lunedì e venerdì, affidando la raccolta sangue a personale medico a contratto, come avviene già normalmente (e da diversi anni), nella giornata di sabato sia a Cividale del Friuli che a Gemona del Friuli, e come avviene da sempre in autoemoteca; ciò si è reso necessario per carenze dell’organico medico del dipartimento trasfusionale che avrebbero portato alla chiusura temporanea del Centro, come già avvenuto negli anni 2000, quando venne chiuso, con comprensibili proteste delle Associazioni Donatori di Sangue.
La riorganizzazione non ha portato ad alcuna riduzione delle attività di donazione, mentre le modifiche all’attività ambulatoriale sono consistite in:
1)         spostamento delle prestazioni di terapia marziale del lunedì e del venerdì ai restanti giorni della settimana, stante la disponibilità ampia di posti;
2)      remotizzazione in telemedicina a Udine del monitoraggio della Terapia Anticoagulante Orale (TAO), sempre al lunedì e al venerdì; questa azione non è nuova nell’organizzazione ed era già stata effettuata, con successo, per il controllo della TAO dei pazienti afferenti al distretto di Manzano, i cui controlli sono stati remotizzati in telemedicina presso il Centro di Monitoraggio TAO di San Daniele del Friuli (con sensibile accorciamento dei tempi di risposta e vantaggio per i pazienti).
Per quanto riguarda le segnalazioni provenienti dall’utenza del Centro Raccolta Sangue di Cividale, la direzione del dipartimento le ha ovviamente sottoposte ad analisi, come avviene, per procedura aziendale, con tutte le segnalazioni che provengono dal pubblico; questi sono stati e risultati dell’analisi:
1)        il maggior numero di segnalazioni dei donatori di sangue erano riferite a due eventi particolari, ossia a due giornate in cui il medico non si era presentato in servizio in tempo per cause non collegate con la riorganizzazione (in un caso il medico era stato coinvolto in un incidente stradale, in un altro si era verificata una incomprensione nel turno di servizio): è stata immediatamente disposta la sostituzione con un medico da Udine, ma ciò ha comportato un ritardo nell’inizio delle attività di raccolta sangue; le altre segnalazioni dei donatori di sangue sono state analizzate e giudicate non fondate e quindi non certamente imputabili alla riorganizzazione.
2)         non risultano invece segnalazioni dall’utenza ambulatoriale dopo la riorganizzazione; le proteste di cui il dipartimento si è dovuto fare carico erano tutte antecedenti e riguardavano l’erogazione delle attività di monitoraggio della terapia anticoagulante orale segnatamente per il distretto di Manzano, prima dell’organizzazione adottata nel 2011.
Forti di quest’esperienza, si è provveduto a remotizzare il controllo TAO anche da Cividale verso il centro di Udine, limitatamente alle giornate di lunedì e venerdì; non risulta che questo abbia creato alcuna difficoltà ai pazienti.

Distinti saluti.
                                                                                                                                Dott. Maria Sandra Telesca

mercoledì 4 settembre 2013

Rappresentatività del Ministro Kyenge.

Fra le molte cose che mi fanno apprezzare la nomina del Ministro Kyenge è che ha fatto emergere con chiarezza il vero sentire di molti nostri concittadini.
Il velo di ipocrisia, il far finta di aver assimilato il dettato costituzionale, di aver veramente compreso il progetto di uno stato "allargato" basato sull’uguaglianza e sulle competenze, è crollato di fronte al colore della pelle di un Ministro della Repubblica.
Un cittadino italiano, perché tale è il Ministro Kyenge, ma di pelle nera ha reso palese la chiusura e l'arroccamento della Lega Nord e della destra italiana su posizioni che credevamo superate da tempo.
In verità bastava essere un po' attenti, grattare o meglio spolverare la superficie e tutto questo era lì, sotto gli occhi di tutti, solo che bisognava aver voglia di vederlo.
Gli stessi partiti che trovano corretto, normale chiedere un salvacondotto, purchè sia per un signore che ha modificato le leggi della Stato per interessi personali, pluri indagato per svariati reati, condannato in via definitiva per frode fiscale, trovano inaccettabile la nomina della Kyenge.

Personalmente mi sento molto, molto meno rappresentato dai vari Berlusconi, Previti, dell’Utri, Scilipoti e da tutti quei parlamentari che hanno avvallato, con un voto la tesi che Karima el-Mahroug era la nipote di Mubarak.

Il rammarico per quanto scritto dal Consigliere Roberto Novelli, ma anche dai tanti che lo hanno preceduto e che sicuramente lo seguiranno, aumenta nel momento in cui queste affermazioni vengono fatte da parlamentari, consiglieri regionali o comunali, cioè da persone che dovrebbero non solo rappresentare al meglio le istituzioni, ma anche essere da guida e traino per il resto del Paese.


Chiunque si propone a guidare un Paese, una regione o un comune, a mio avviso, ha l’obbligo di ascoltare tutte le istanze (anche quelle più retrive) dei suoi concittadini, ma proprio in quanto classe dirigente deve anche avere il coraggio di indicare la strada giusta, anche a costo di alienarsi una parte dei consensi.

mercoledì 31 luglio 2013

Risposta IRI Validità corsi OSS

Inoltre, per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli rilasciati da altre Regioni (attestati di Qualifica) si precisa che, in base alla legge 845/78 (Ordinamento della Formazione Professionale), questi hanno valore su tutto il territorio nazionale, qualora riguardino percorsi formativi regolarmente approvati dalla Regione e realizzati tramite Enti Accreditati sul proprio territorio. Diversamente, non esiste la condizione, secondo la quale, l'attività approvata da altre regioni può essere erogata fuori dai confini della regione proponente e accreditante.
In conclusione, se l'istituto Fermi di Perugia è accreditato e autorizzato dalla Regione Umbria a realizzare la formazione di OSS in base al piano di formazione approvato dalla Giunta regionale di quella Regione con propria deliberazione, come la riferita DGR n. 814 del 3.7.2012, la stessa autorizzazione e accreditamento ottenuti dalla Regione Umbria non possono automaticamente valere per la Regione autonoma FVG che provvede, a sua volta, a pianificare l'attività formativa in base al proprio fabbisogno e ad assicurare che l'organizzazione e l'attuazione dei corsi nonchè il rilascio del relativo attestato di qualifica, avvenga secondo le modalità e gli standard formativi previsti dalle disposizioni vigenti in materia di formazione professionale, nel rispetto altresìdi quanto previsto nell'Accordo Stato-Regioni del 21 febbraio 2001.

mercoledì 21 novembre 2012

Risposta all'IRI "Centro Trapianti"

Il CNT, in data 22/01/2010, al termine dell'audit del Centro Trapianti di Fegato segnalava la necessità di attivare una maggior razionalizzazione dei seguenti rapporti:
1. tra la rete regionale epatologica ed il centro trapianti
2. tra le diverse componenti delle equipe nelle varie fasi del percorso assistenziale, che necessitava di maggiore integrazione
3. una maggiore gestione delle liste di attesa, con l'individuazione di specifiche responsabilità e approcci unitari
4. stesura di protocolli 
5. opportunità di una ridefinizione delle necessità logistiche sul versante medico, infermieristico, amministrativo e di coordinamento
6. l'auspicabile individuazione nel pre e post trapianto di strutture e personale dedicato, nonchè la definizione di specifiche funzioni e responsabilità che tengano conto del profilo professionale richiesto all'attività trapiantologica.

L'attuale direzione centrale salute, integrazione socio sanitaria e politiche sociali ha, quindi:

1. concesso l'autorizzazione per la copertura dell'uincarico di direzione della SOC di clinica chirurgica
2. avuto riguardo del percorso chirurgico, ha dato mandato di attivare immediatamente le adeguate iniziative per definire le singole fuinzioni e responsabilità del percorso assistenziale a partire dala fare pre e post trapianto per i pazienti che nezcessitano del trapianto di fegatro
3. ha effettuato diverse riunioni con l'AOUD per l'analisi del percorso proposto con validazione dello tesso ed indicazione all'attivazine di una struttura che permetta l'integrazione tra le diverse professionalità necessarie a garantire tutte le risposte clinico assistenziali, massimizzando le attuali dotazioni del dipartimento (spazi, posti letto, personale, ecc).
4. parallelemente, ha attivato un gruppo di lavoro di coordinamento per la creazione della rete epatologica regionale per il trattamento delle grave insufficienza d'organo (fegato) come previsto dal'accordo stato regioni 179 del 26.09.2012
5. previsto la possibilità di copertura di eventuali necessità di personale in riferimento al consolidarsi dell'attività legata sia alla rete epatologica regionale che dei trapianti.

IRI: "Centro Trapianti".

Considerato che le numerose e importanti criticità del centro trapianti di fegato di Udine emerse nel recente passato, e ancora non risolte, ne stanno minando la credibilità e la funzionalità;

preso atto che negli incontri del Direttore Generale della Salute con la Direzione Generale dell'AOUD e con la Consulta Trapianti era emersa una proposta concreta e condivisa per una ristrutturazione del centro trapianti stesso;

vista la colpevole paralisi e afasia nel merito sia della Direzione Centrale della Salute sia del Direttore Generale dell'AOUD;

considerata l'urgenza di dare una risposta positiva a quanto emerso nell'audit del 2010;

ricordate le tempistiche che hanno visto il posto di Direttore della Clinica Chirurgica di Udine vacante per oltre un anno e preoccupati che non sia un fatto casuale, ma strutturale e legato a interessi particolari 

si chiede all'Assessore competente quali siano gli ostacoli che impediscono una rapida e positiva soluzione del problema.


lunedì 15 ottobre 2012

Atti e domande


Atti

5 agosto  2011 - Generalità di Giunta n. 1559
Ciriani, tenuto in considerazione l’articolo 20 della L. 267/1998 e la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004, per l’attivazione del centro funzionale di PC dispone il trasferimento del personale dell’Osmer dall’ARPA alla Protezione Civile, in quanto risulta necessario garantire presso la PC l’attività previsionale metereologica funzionale ad un eventuale efficace e tempestivo allertamento del sistema regionale di PC e della popolazione del FVG. Infatti, nel caso in cui si verifichi un evento meteo che procuri danno alle persone e ai beni, l’eventuale mancata allerta meteo, e di conseguenza la mancata attivazione della Protezione Civile pone in capo alla Protezione Civile stessa la responsabilità anche penale della mancata allerta.


10 agosto 2011 – Prot. 6728/2011
La S.O.C. OSMER chiede in modo formale alla Protezione Civile l’acceso in tempo reale ai volumi (dati grezzi) del radar meteorologico di Zouf Plan.


26 settembre 2011 - IRI 623- Pustetto
Si richiede alla Giunta perché si voglia smembrare l’OSMER. Risposta: per razionalizzare l’impiego delle risorse e ridurre i costi. Per quanto riguarda il proseguimento delle attività tipiche dell’OSMER, gli studi, le sperimentazioni e le ricerche finalizzate allo sviluppo della meteorologia e climatologia le competenze rimangono all’OSMER che potrà avvalersi delle strumentazioni trasferite alla Protezione Civile.


14 ottobre 2011 - Delibera di Giunta n. 1880
Per rendere immediatamente operativo il centro funzionale di Protezione Civile, l’ARPA mette a disposizione della Protezione Civile stessa parte del personale qualificato con elevata professionalità di cui dispone presso l’OSMER, in particolare i tecnici di qualifica non dirigenziale preposti alla manutenzione delle apparecchiature già trasferite in Protezione civile (6 persone), due informatici e tre revisori.


25 novembre 2011 - Prot. 10924/2011
Il dott. Barbina, prendendo atto di quanto stabilito dalla Giunta con delibera 1880/2011, precisa che:
- la SOC OSMER opera alle dirette dipendenze di un dirigente che è il responsabile della struttura
- che è indispensabile conoscere la logistica, i meccanismi operativi e la tempistica per la costruzione di un piano di lavoro che permetta all’OSMER di lavorare
- che per il buon funzionamento della struttura è necessario che TUTTO il personale OSMER, anche dirigenziale, sia trasferito presso le sedi della Protezione civile.


15 dicembre  2011 - Prot. n. PC/16134/AG.V
Il dott. Berlasso afferma:
-  che “permane l’indifferibilità di addivenire alla pronta attivazione del Centro polifunzionale di Protezione civile”,
-  “l’improcrastinabilità della messa a disposizione della Protezione civile del personale tecnico” (tre revisori), la cui costante disponibilità operativa per la Protezione civile è condizione necessaria, benché insufficiente per l’avvio effettivo del centro funzionale mancando i tecnici per la previsione degli effetti al suolo,
-  che per quanto riguarda gli altri 8 tecnici (3 tecnici radar, 3 tecnici rete di monitoraggio e 2 informatici), già adibiti alla manutenzione delle apparecchiature presso l’OSMER, essi devono essere assegnati alla Protezione civile per la manutenzione delle stesse e il perdurare del ritardo nella loro messa a disposizione provoca un ingiustificato aggravio di costi a carico dell’Amministrazione regionale,
-  che la Protezione civile ha già sostenuto oneri finanziari per 507.000 euro nel 2010 e 1.317.000 nel 2011 per il ripristino delle apparecchiature dell’OSMER non funzionanti
-  che non intende più autorizzare spese  per il ripristino delle apparecchiature perchè si determinerebbe un danno erariale,
-  che se si trasferisce il personale si ottiene una significativa economia nella gestione manutenzione dei sistemi.
Per l’ennesima volta si fa riferimento alla delibera di giunta 1880 che sarà superata dall’ODG 34  del 16 dicembre 
(in merito ai costi Barbina afferma che Il 30.11.2010 ARPA ha trasmesso quadro esaustivo  dei prevedibili fabbisogni  per il 2011 per interventi su immobili o attrezzature in uso all’OSMER),


15 dicembre  2011 - Prot. n. PC/16240/AG.V
Il dott. Berlasso afferma:
-  (al terzo comma ) che allo stato attuale il Radar meteorologico e le relative centraline di misura meteorologica ex OSMER funzionano regolarmente e forniscono con continuità i dati richiesti (in contraddizione con quanto detto nella lettera del 15 dicembre)
-  che gli oneri finanziari pari a 507.000 euro del 2010e 1.317.000 stimati nel 2011 sono stati conferiti per la gestione operativa e il ripristino delle apparecchiature ex OSMER non funzionanti e per far fonte ai contratti di fornitura e servizi precedentemente assunti da ARPA
-  che la Protezione civile non ha liquidato 17.000 € circa versati da ARPA perchè concernenti spese non ritenute ammissibili come indicato in nota prot. 13316 del 10.10.2011
-  che non intende sostenere gli oneri sostenuti da OSMER – ARPA per l’acquisto di dati meteorologici da Deutscher Wetterdienst di Francoforte per una spesa di 19.621,80 euro (inseriti già nel quadro del febbraio 2011)
-  di voler il trasferimento dei tecnici così come stabilito dalla Generalità di Giunta 1559/2011
-  che ci sarà un ingiustificato aggravio di costi a causa del ritardo nella messa a disposizione del personale OSMER alla Protezione civile, in quanto costretta quest’ultima a ricorrere a prestazioni esterne

16 dicembre 2011 - ODG n. 34 (respinto dalla giunta ma approvato dalla maggioranza dell’aula   40 si e 3 no)
Impegna la Giunta regionale a rivedere la decisione assunta o trasferendo tutto il personale dell’OSMER presso la Protezione Civile o istituendo il centro di competenza meteo della Protezione Civile presso l’ARPA


30 dicembre 2011 - Prot.:n. 12203/2011/DG/24
Il dott. Barbina sostiene che:
-  l’ARPA viene informata dell’esigenza improcrastinabile di attivare il Centro funzionale di Protezione civile solo con delibera di generalità 1559 del 5 agosto 2011 (esigenza risalente alla Direttiva del Consiglio dei Ministri del 27.2.2004)
-  il trasferimento del personale doveva rispettare il CNLL della sanità che prevede un bando di mobilità volontari
-  l’ARPA ha sempre garantito fattiva e concreta disponibilità operativa per la Protezione civile, sin dalla prima stipula del protocollo d’intesa del 29 .6. 2006 (101 comunicati meteo, 21 presidi effettuati dai revisori presso la SOR stessa di cui 18 notturni con + di 300 ore straordinarie)

Comunica, poi, che il 30.11.2010 l’ARPA ha trasmesso il quadro esaustivo dei prevedibili fabbisogni per il 2011 di interventi su immobili o attrezzature in uso all’OSMER, ovvero di acquisizione di beni necessari per garantire il funzionamento delle attrezzature. Va osservato, poi, che è normale che le apparecchiature si guastino e necessitino di ripristino/manutenzione, a tal riguardo l’ARPA da sempre ha garantito la manutenzione ed il ripristino in tempi ottimali.
Solo un’impostazione scientifica può fornire le indispensabili garanzie di affidabilità dell’azione tecnica


31 gennaio  2012 – Prot. 1196/12
Il dott. Berlasso dice che non è più differibile la necessità di dare attuazione all’articolo 14, comma 25, della LR 17/2008, alla Generalità di Giunta regionale n. 1559 del 5 agosto 2011, alla Deliberazione di Giunta regionale n. 1880 del 14 ottobre 2011, alla Convenzione ARPA- Protezione civile del 18 novembre 2011 e che allo stato attuale non è stata attivata alcuna misura concreta. Anzi. L’ARPA diffonde a mezzo stampa notizie allarmistiche sugli esiti che l’applicazione delle norme e le delibere di Giunta potrebbero avere rispetto al suo assetto

Lamenta che Barbina nella sua lettera usa termini arbitrari e infondati come “approssimazione”, “improvvisazioni”, “tatticismi quotidiani”, “imprecisioni“ mentre l’ARPA per le sue attività si qualifica come “seria impostazione scientifica”. Berlasso  parla della Protezione civile come struttura di eccellenza nei confronti della quale sono stati usati termini acrimoniosi ed animosi.

Evidenzia che in caso di calamità le responsabilità derivanti dalla mancata attivazione del Centro Funzionale Regionale di PC saranno da addebitarsi a coloro che lo ostacolano in modo ostinato.


31 gennaio 2012 IRI 720- Brussa
Si pone nuovamente il quesito sul come la Giunta intenda ottemperare a quanto stabilito dall’Aula che, con 40 voti a favore e solo 3 contrari, ha impegnato la Giunta stessa a superare quanto assunto precedentemente con la generalità 1559 e con la delibera 1880                               

Risposta letta dall'Assessore Brandi per conto di Ciriani:
1) non è possibile istituire presso l’ARPA il Centro di Competenza meteo della Protezione civile perchè costituirebbe di fatto un decentramento delle responsabilità in capo alla PC.

2) la seconda ipotesi - competenza meteo gestite esternamente alla P.C. – non riproducibile in FVG quanto viene fatto in altre Regioni  perché
a) si allunga la filiera operativa e questo determina ritardi nelle diffusioni di allerta meteo
b) la PC nazionale concentra al proprio interno tutte le competenze tecnico –scientifiche funzionali allo svolgimento delle azioni di allerta meteo pur facendo parte anche di enti esterni del tipo Aeronautica Militare
c) in tutti questi anni ARPA non ha sviluppato uno specifico modello meteo –previsionale ad area limitata. In PC potrebbe avvalersi degli avanzati strumenti di modellistica sviluppati a supporto delle attività dei centri funzionali  regionali


22 febbraio 2012 – Prot. 2466/1
Berlasso afferma che i curricola delle cinque persone che hanno chiesto il trasferimento corrispondono pienamente alle posizioni da attivare alla Protezione civile. Tuttavia non sono raggiunti gli obiettivi che la delibera 1880 del 10 ottobre 2011 pone, mancando la messa a disposizione di personale tecnico ARPA – OSMER con profili professionali ben definiti, per cui è necessario attivare una procedura diversa rispetto all’adesione volontaria per il reperimento di 6 tecnici per manutenzione, 2 tecnici informatici e 3 previsori meteorologici, assolutamente indispensabili alla Protezione civile. Richiede, quindi, che “senza ulteriori ritardi ” le rimanenti unità di personale  vengano messe a disposizione

  
Commenti e domande

  
Nella direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27.2.2004 si afferma che la Protezione Civile  può avvalersi di centri di competenza appartenenti ad enti esterni, ma operativamente integrati nel sistema di PC e nell'esempio vengono espressamente citati  i servizi meteorologici regionali. Del resto la PC gia si avvale dell’Istituto di OCEANOGRAFIA e GEOFISICA SPERIMENTALE (OGS) e dell'università di TS, per monitorare un altro grande rischio della nostra Regione: i terremoti. E allora quale il motivo di non stipulare, come peraltro fatto fin ora, un accordo con l’OSMER?


Assessore Ciriani ha verificato se i costi per l'acquisto dei prodotti previsionisitici che l'OSMER fa , a parità di servizio, sono inferiori a quelli della Protezione Civile?


La PC ha mai segnalato/lamentato disfunzioni o criticità operative dell’ OSMER TALI DA RITARDARE o COMPROMETTERE IL LAVORO DELLA Protezione Civile?


Nella risposta all’IRI 720 l’Assessore Ciriani afferma che l’OSMER “operando in PC potrebbe avvalersi degli avanzati strumenti modellistica sviluppati a supporto delle attività dei centri funzionali regionali e disponibili senza costi per la PC della Regione“. Perché la Protezione Civile non ha messo a disposizione dell’OSMER questi modelli ad area limitata?


Quale attendibilità ci si può aspettare da un parziale/incompleto trasferimento di alcuni figure professionale dall'ARPA alla Protezione Civile?

Come pensa la PC di istituire un centro competente con tre revisori?

A quali figure professionali intende affidare le validazioni tecnico-scientifiche che sono necessarie per una verifica dell'attendibilità dei dati?

Considerato che una modellistica numerica di supporto alle valutazioni idrologiche non può certo essere esercitata da tecnici non specialisti è intenzione della PC appaltare a ditte esterne queste valutazioni? quali i costi previsti? Perchè sostituire un ARPA che ha già dato innumerevoli prove di affidabilità serietà e professionalità? –( Nota :ARPA dispone, al proprio intero, del centro regionale di Modellistica Ambientale con due dottori specialisti in modellistica fluidodinamica )

Perchè la nostra Regione non ha voluto stipulare una convenzione ARPA/PC al pari di quanto accaduto in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria ecc. ?  NB vedi IRI 720 e risposta

Quale lo scopo di avere due mezze ARPA entrambe incomplete per uomini e mezzi?

A livello nazionale sta sorgendo il Servizio Meteorologico Nazionale Distribuito, perchè ci vogliamo auto escludere da questa scelta?

Immagino che in un momento in cui la  crisi economica è drammatica Lei dott Ciriani prima di avvallare queste decisioni abbia fatto una valutazione costo/benefici sull'attuale gestione dell'OSMER e i costi per una analoga gestione del servizio in PC: potrebbe fornire alla Commissione una copia di questa valutazioni in modo che anche i commissari possano decidere con cognizione di causa?


Nella lettera PC/16134/AG.V si fa presente che anche con l'arrivo dei previsori OSMER verranno a mancare i tecnici per la previsone degli effetti al suolo, rendendo così il Centro funzionale monco.

Domanda:   perchè allora nella nota in questione si parla di trasferimento "Indifferibile, improcrastinabile ecc" ?

Nella nota del 15 dicembre 2011 la PC oltre che a lamentare di aver sostenuto delle spese di 500.000 € e di 1.300.000 € per il ripristino delle apparecchiature OSMER non funzionanti  paventa un danno erariale qualora il personale OSMER non venisse messo a disposizione della PC

Domanda:
quali sono le apparecchiature dell’OSMER che la PC ha dovuto  riparare? Suppongo per fare un'affermazione di tale gravità abbia stilato un elenco dettagliato, ce lo può fornire?

quali gli effetti pratici di tale mancato funzionamento?

ha mai segnalato queste problematiche alla Giunta?





Nella lettera del 30 novembre 2010 (prot 10613/OM/AM/2) l’ARPA comunicava alla P.C. i fabbisogni per gli interventi su immobili o attrezzature in uso, ovvero per l’acquisizione di beni per garantire il funzionamento delle predette attrezzature con le motivazioni e le spese presunte.

Domanda:   ha mai la PC contestato tali previsioni e se si per quali capitoli di spesa?
Se trattasi di danno erariale perchè non ha fatto una denuncia alla Corte dei Conti ?


Nella nota PC/ 16240/AG.V si fa presente che la PC non intende liquidare una spesa di 17.000 € in quanto ritenuta spesa non ammissibile

Domanda: perchè la PC ritiene la spese non ammissibili?


si chiede quali siano le motivazioni della PC per affermare che la spesa dei 19.600 € per l'acquisto di dati meteo dal centro di Deutscher Wetterdienst non sono giustificate? Può la PC accedere a servizi di eguale qualità a costi inferiori?


Nella documentazione che in modo così riluttate mi avete fornito non ho trovato nessuna risposta alla richiesta dell'OSMER di accesso ai dati del radar gestito dalla PC. Domanda: non avete proprio risposto all'OSMER oppure la documentazione che avevo richiesto è incompleta?


Sul Web si riscontrano numerose critiche in merito alle localizzazioni scelte dalla PC per le proprie centraline meteo. Considerato che vi sono criteri scientifici ben precisi per scegliere la località e il posizionamento dei sensori per rendere omogenei e fruibili i dati che vengono raccolti chiedo al dott Berlasso se questa critica è fondata o meno. Quali siano stati i criteri di utilizzati dalla PC per l’installazione delle stazioni e dei sensori? queste sono state installate su indicazioni dell'Arpa/OSMER?


La PC ha installato e gestisce 170 centraline. Stante che l'OSMER ne ha 48, ne ha troppo poche il dott Barbina o ne ha troppe la Protezione Civile? Quale il costo per l'installazione di ciascuna centralina e la sua manutenzione?


Il radar di casera Zouf Plan basso (Paluzza) installato alcuni anni fa e in carico alla PC è operativo? Funziona regolarmente come quello di Fossalon? Perchè i dati non sono rilevabili in internet e lo sono solo da agosto di quest'anno?
Qualora il radar funzionasse a dovere, chi analizza i dati? I dati che ha rilevato sono stati utilizzati operativamente (cioè per il monitoraggio in tempo reale) durante gli eventi di precipitazione intensa verificatesi  negli ultimi anni in Carnia?

Le mappa radar di base hanno una significativa valenza non solo tecnica ai fini della sorveglianza del territorio, ma anche sociale. Perché le mappe radar meteo dello Zouf Plan sono disponibili al pubblico solo da agosto di quest'anno?

Perché i dati del radar meteo dello Zouf Plan non sono stati messi a disposizione dei professionisti dell’OSMER tanto che questi si sono visti costretti a fare formale richiesta l’11 agosto 2011?


Domanda al dott. Berlasso: sono a conoscenza che la Protezione Civile ha stipulato con CAE di Bologna un accordo per la manutenzione di ciascuna delle 170 centraline, potremmo sapere quale l’importo per ogni centralina?

Analogamente dott.. Barbina o dott Micheletti : quanto spende  l’ARPA perchè la  MICRON di Conegliano svolga la manutenzione per ciascuna centralina di vostra competenza ?