giovedì 31 maggio 2012

Risposta RAI - trasmissioni in lingua slovena

Con l'interrogazione a risposta orale n. 1313 "RAI - trasmissioni in lingua slovena", il Consigliere interrogante chiede informazioni in merito alle iniziative che si intendono intraprendere per impedire la riduzione della proposta culturale, informativa e occupazionale della RAI regionale.
Al fine di rispondere in maniera più esauriente possibile, ho chiesto elementi al cons. Paolo Peluffo, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri rappresentandogli la preoccupazione per un'eventuale diminuzione dell'offerta radiotelevisiva a tutela delle minoranze linguistiche a seguito dei preannunciati tagli delle risorse destinate a tale finalità.
Il cons. Peluffo ha risposto assicurando che i Suoi Uffici insieme a quelli della RAI stanno individuando soluzioni finalizzate a reperire risorse per riequilibrare gli importi destinati alle convenzioni a favore delle minoranze linguistiche e a poter garantire un livello di offerta informativa adeguato.
Nel comunicare quanto sopra ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 161, comma 4, del Regolamento interno del Consiglio regionale, e nella speranza di aver risposto esaustivamente ai quesiti proposti, si coglie l'occasione per inviare i miei migliori saluti.
firmato dott. Renzo Tondo.

giovedì 26 aprile 2012

Risposta all'interrogazione "Ospedale di Cividale del Friuli"

In relazione all'interrogazione n. 784, sentita la competente azienda per i servizi sanitari, si precisa quanto segue:

Attività eco-mammografica: Il trasferimento a Udine è conseguente alla creazione del Centro di Diagnostica Senologica, con lo scopo di concentrare professionalità ed attrezzature, al fine di massimizzare gli standard qualitativi, ciò che può essere garantito solo dal compattamento di grandi numeri che assicurano il mantenimento del più alto expertise degli operatori. Pertanto il provvedimento è volto al miglioramento della qualità dell'assistenza a tutti i cittadini, ivi compresi ovviamente gli abitanti di Cividale. In altri termini, se l'attività di diagnostica eco-mammo di Cividale, non fosse stata trasferita a Udine, ci sarebbe stato il rischio di un impoverimento progressivo della qualità delle prestazioni erogate in quella sede a causa del non elevato numero di prestazioni. Inoltre l'esecuzione di queste indagini a Udine, crea i presupposti per una continuità assistenziale, con l'erogazione nella stessa sede di altre eventuali prestazioni conseguenti (chirurgiche, oncologiche, ...), laddove richieste.

Presenza del Radiologo a Cividale solo tre giorni alla settimana: per la realizzazione del punto 1, si rendeva indispensabile il distacco del Radiologo in forza all'Ospedale di Cividale, in due turni settimanali (di fatto i martedì e i giovedì mattina) sia per mantenere continuità assistenziale del professionista nei confronti dei pazienti seguiti nel tempo, sia per ulteriormente migliorare l'esperienza professionale del Radiologo stesso, sempre in funzione della qualità delle prestazioni.

Diagnostica radiografica convenzionale e le ecografie urgenti: nulla viene modificato rispetto alla situazione in essere che vede garantite queste prestazioni o dal Radiologo in sede, quando presente, o dalla Radiologia d'Urgenza di Udine. Andando nel dettaglio, si estende anche ai martedì e ai giovedì mattina, durante i contestuali distacchi della Radiologa in forza a Cividale nel centro di diagnostica Senologica di Udine, la modalità operativa già in essere da diversi anni (con soddisfazione dell'Utenza) nei pomeriggi e nei fine settimana.

Si fa presente che nell'area radiologica sono in corso importanti lavori di ristrutturazione volti anche alla predisposizione di un locale TAC qualora previsto dalla programmazione regionale.

lunedì 6 febbraio 2012

Risposta dell'ASS n. 2 Isontina.

Si riscontra la Sua nota del 12.01.2012 precisando quanto segue.
Non una sola ora del personale dell'ASS 2 è stata mai messa a disposizione di iniziative estranee al servizio. Quanto da Lei riferito riguarda l'impegno volontario di dipendenti dell'Azienda al di fuori del debito orario contrattuale.
L'iniziativa alla quale Lei si riferisce è stata proposta da un nutrito gruppo di dipendenti alla redazione del notiziario aziendale, che ha deciso di pubblicarla in quanto ritenuta meritevole di attenzione, al pari dell'altra iniziativa (World friends) proposta nella stessa pagina e nella stessa rubrica che, non per caso, è intitolata Solidarietà.
La lettera pubblicata consiste in una richiesta di contributo volontario e del tutto libero a favore di un fondo della Caritas diocesana, unico nel suo genere nel territorio isontino, operante a favore delle famiglie in difficoltà a causa della perdita del posto di lavoro.
I circa duemila dipendenti dell'ASS 2 Isontina non sono solo coloro che per professione si prendono cura della salute delle comunità di loro pertinenza, ma sono anche cittadini che vivono perfettamente integrati in queste comunità. Essi non sono estranei alla spiccata e diffusa attitudine all'impegno civile, al volontariato, alle attività solidali che caratterizzano le popolazioni isontine e dedicano molto del loro tempo libero a questo genere di attività.
Questa direzione ritiene di dover favorire questi comportamenti per almeno due ragioni:
  • la partecipazione piena alla vita e ai problemi delle comunità facilita l'insediamento territoriale degli operatori sanitari, fattore imprescindibile nella costruzione e nello sviluppo delle reti di welfare necessarie alla tutela della salute;
  • l'esercizio concreto della solidarietà configura un contenuto di apprendimento essenziale per chi si occupa professionalmente di persone ammalate.
Nella fattispecie da Lei sollevata, l'integrazione dei nostri collaboratori nelle comunità di riferimento ha una rilevanza ulteriore. La provincia di Gorizia subisce in misura pesante gli effetti della crisi economica. Moltissimo sono i lavoratori che hanno perso il lavoro, talvolta anche congiunti dei nostri dipendenti. La lettera del direttore della Caritas è parsa particolarmente significativa perchè mette in luce un possibile contrasto tra chi perde il lavoro e chi, come un dipendente pubblico, lo ha garantito. La richiesta, a chi ha il lavoro, di aiutare chi lo perde aiuta i primi a compiere quello sforzo di condivisione che appare ai più indispensabile alla salvezza di questo Paese. In questo senso la direzione aziendale è stata ben lieta di assecondare la proposta di allegare il plico della Caritas alla busta paga di dicembre. Per altro anche questa attività è stata realizzata da dipendenti volontari e al di fuori del debito orario contrattuale.

RingraziandoLa comunque dell'attenzione costante che rivolge alle iniziative della nostra ASS, colgo l'occasione per inviarLe i più distinti saluti.

il direttore generale
Marco Bertoli

lunedì 23 gennaio 2012

Raccomandata dott. Degiovanni

Preg. mo dott. Degiovanni

i primi di novembre 2011 con una telefonata Le ho chiesto le modalità e le regole adottate dall’ASS 2 Isontina nell’assegnazione dei numerosi appalti alle cooperative operanti nel nostro territorio.

Non avendo ricevuto nessun documento in proposito Le ho fatto una formale richiesta scritta che le è stata recapitata il 29.11.2011 e della quale sono ancora in attesa di risposta .

Con la presente sono a reiterare la domanda chiedendoLe quindi una completa documentazione:

· di tutti gli appalti assegnati alle varie cooperative negli anni 2010, 2011

· del capitolato dei bandi

· della composizione delle commissioni con relativi verbali di assegnazione

Ritengo del tutto superfluo ricordarLe il diritto all’acceso agli atti di ogni cittadino e, a maggior ragione, di in consigliere regionale nell’esercizio delle sue funzioni.

Certo di una sua fattiva collaborazione

Le porgo cordiali saluti

Dott. Stefano Pustetto

Consigliere regionale Sinistra Ecologia Liberta

Trieste 12.1.2012

Raccomandata dott.ssa Venturini

RACCOMANDATA

Preg. ma dott.ssa Venturini

a seguito del nostro colloquio telefonico ho ricevuto la Sua del 15 novembre 2011 che dava solo delle risposte parziali e non esaustive a quanto da me richiesto. E’ per tale motivo che in data 23.11.2011 Le ho inviato una ulteriore richiesta di documentazione cui fino ad ora non ho avuto riscontro.

Con la presente sono pertanto a chiederLe :

· tutta la documentazione inerente alla somma di 11.000,00 euro erogate alla Caritas goriziana per l’acquisto di due gastroscopi da destinare al nuovo centro polifunzionale di Djougou . Tale cifra, che nella sua del 15 novembre afferma essere una “rappresentazione meramente contabile dell’uscita di cassa”, avrebbe dovuto rientrare nella disponibilità aziendale in quanto corrispondente agli introiti in conto ricavi.

· tutta la documentazione delle spese di viaggio sostenute dall’ASS2 isontina che Lei afferma essere “compensate con i proventi delle già citate iniziative di raccolta fondi”

· tutta la documentazione degli orari di servizio del personale che ha distribuito le magliette commemorative di Basaglia, considerato che dalle informazioni in mio possesso tale iniziativa è stata fatta in orario di servizio, e se questo corrisponde la vero a quale titolo il personale è stato delegato a fare ciò.

· se corrisponde al vero che l’ASS2, in occasione della missione in Benin dei vertici aziendali, ha fornito anche una cospicua dotazione di farmaci specificandone la tipologia e la quantità.

Certo di una Sua fattiva collaborazione

Le porgo cordiali saluti

dott. Stefano Pustetto

Consigliere regionale

Sinistra Ecologia Liberta

Trieste 12.1.2012

mercoledì 18 gennaio 2012

Risposta all'interrogazione sui Rimborsi di Carniacque S.p.A.

Con l'interrogazione in oggetto il Consigliere regionale Pustetto ha chiesto chiarimenti in merito alle modalità osservate dalla Carniacque S.p.A. per il rimborso della quota di tariffa del servizio idrico integrato non dovuta ai sensi della sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008. In particolare, il Consigliere Pustetto ha messo in evidenza le seguenti questioni:
- il termine troppo ristretto (30 giugno 2011) per la presentazione delle istanze di rimborso, di cui ha chiesto la riapertura;
- la gravosità delle procedure di rimborso (come ad es. il reperimento dei moduli), a fronte delle quali ha chiesto l'introduzione di automatismi sulla base delle risultanze del database di cui la Carniacque S.p.A. è dotata.

Come noto, la Corte Costituzionale (8-10 ottobre 2008, n. 335) ha sancito l'illegittimità costituzionale dell'art. 14, comma 1, della Legge n. 36/1994 e dell'art. 155, comma 1, primo periodo, del D.Lgs. n. 152/2006, nella parte in cui prevedevano che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione fosse dovuta dagli utenti del servizio idrico integrato anche nel caso in cui non fossero attivati (mancanza assoluta o temporanea inattività) gli impianti centralizzati di depurazione.

Successivamente l'art. 8-sexies, comma 2, del D.L. n. 208/2008, come convertito con Legge 27 febbraio 2009, n. 13, ha stabilito che "In attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 335 del 2008, i gestori del servizio idrico integrato provvedono anche in forma rateizzata, entro il termine massimo di cinque anni, a decorrere dal 1 ottobre 2009, alla restituzione della quota di tariffa non dovuta riferita all'esercizio di depurazione. Nei casi in cui al secondo periodo del comma 1, dall'importo da restituire vanno dedotti gli oneri derivati dalle attività di progettazione, di realizzazione o di completamento avviate. L'importo da restituire è individuato, entro duecentodieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, dalle rispettiva Autorità d'ambito."

Il medesimo decreto, all'art. 8 sexies, comma 4, ha previsto l'emanazione di un decreto ministeriale per l'attuazione di quanto previsto al richiamato comma 2.

Con la pubblicazione del D.M. 30 settembre 2009, sono state infine poste tutte le condizioni necessarie per l'attivazione da parte dei gestori delle procedure di rimborso.

Con riferimento alle questioni poste dal consigliere Pustetto, si evidenzia che tale decreto richiama nelle premesse la giurisprudenza della Corte dei Conti che ha costantemente evidenziato la necessità di una "documentata istanza" da parte dell'utente per ottenere la restituzione delle somme di cui si tratta, nonchè quella che ha indicato per l'esercizio del diritto al rimborso il termine di prescrizione quinquennale ex articolo 2948 c.c.

Ai sensi dell'art. 4 del D.M. il gestore o, per le gestioni in via diretta, il Comune, è tenuto a fornire all'Autorità d'Ambito su supporto informatico gli elenchi degli utenti allacciati alla pubblica fognatura, distinguendoli in:
a) utenti serviti;
b) utenti non serviti da impianti di depurazione attivi per i quali sia in corso attività di progettazione, realizzazione, completamento o attivazione (tali utenti hanno diritto alla restituzione della quota, dedotti gli oneri sopportati dal gestore connessi alla realizzazione del programma per la costruzione e l'attivazione degli impianti);
c) utenti non serviti perché gli impianti risultano temporaneamente inattivi o siano stati temporaneamente inattivati (tali utenti hanno diritto alla restituzione della quota, dedotti gli oneri sopportati dal gestore connessi alla temporanea inattività dell'impianto);
d) utenti non serviti per i quali non è prevista alcuna attività di progettazione, realizzazione, completamento o attivazione (tali utenti hanno diritto al rimborso dell'intera quota).

Il gestore è tenuto inoltre a trasmettere le seguenti informazioni:
- gli importi pagati da ciascun utente riferiti al servizio di depurazione;
- i volumi d'acqua erogati e i periodi di riferimento
-lo stato di avanzamento e i costi dei lavori per la realizzazione o la riattivazione di ciascun impianto di depurazione;
- il calcolo degli importi indebitamente richiesti a ciascun utente.

L'autorità d'ambito o, per le gestioni in via diretta, il Comune, verificata la correttezza dei dati trasmessi dal gestore, determina la quota che il gestore dovrà restituire ad ogni singolo richiedente entro il 1 ottobre 2014, eventualmente in forma rateizzata e/o mediante compensazione.

L'Autorità d'ambito "Centrale Friuli" ha, con deliberazione n. 39/2010, individuato "criteri e direttive per gli enti gestori per la restituzione della quota di tariffa di depurazione non dovuta ai sensi della sentenza della Corte Costituzionale n. 335/2008, dell'art. 8 sexies D.L.208/2008 e del D.M. 30 settembre 2009".

Rispetto al termine di presentazione dell'istanza di rimborso, la deliberazione citata, ricordando che alla fattispecie si applica la prescrizione quinquennale ex art. 2948 c.c., prevede solo come "opportuno" il termine del 30 giugno 2011 al fine di definire l'eventuale revisione tariffaria.

Quanto alla procedura di rimborso, stante la necessità dell'istanza come sopra evidenziato, la deliberazione ha approvato un modulo-tipo da presentare al gestore e che il medesimo provvede ad inviare agli utenti con la prima bolletta utile. Il modello è reso inoltre reperibile sul sito web o presso gli sportelli per gli utenti.

Al modulo va allegata la seguente documentazione: copia fotostatica non autenticata di un documento di riconoscimento; una bolletta del servizio idrico integrato, ma solo nell'ipotesi in cui l'utenza non sia più attiva; documentazione idonea ad attestare il diritto al rimborso solo se l'utente non è nell'elenco degli aventi diritto stilato dal gestore.

La Direzione centrale ambiente, energia e politiche per la montagna con nota prot. 32647 del 29 settembre 2011 ha chiesto all'Autorità d'ambito "Centrale Friuli" di verificare la correttezza delle procedure seguite dalla Carniacque S.p.A.

Con nota prot. n. 1719 del 14 novembre 2011, l'Autorità d'ambito ha inoltrato una nota del suddetto gestore recante le seguenti informazioni:
- stante il carattere ordinario del termine del 30 giugno 2011, la Carniacque S.p.A. dichiara di non aver respinto alcuna domanda successiva a tale scadenza;
- non sono state segnalate dall'utenza difficoltà nel reperimento dei moduli per l'istanza di rimborso;
- il database di Carniacque S.p.A. non dispone di informazioni relative al periodo di gestione comunale. Posto che sulla base della deliberazione dell'Autorità d'ambito il gestore è tenuto a rimborsare anche le somme introitate dai Comuni, in alcuni casi si rende necessario che all'istanza di rimborso sia allegata documentazione di dettaglio dei pagamenti effettuati dall'utente al Comune ai fini della corretta quantificazione di quanto dovuto.

mercoledì 14 dicembre 2011

Domande fatte a Tondo.

Domande

1. Quale forma organizzativa intende dare all’azienda unica?

2. Perché c'è l'esigenza di creare un'azienda unica quando c’è già? attualmente, infatti, è sufficiente che l’assessore convochi i 6 Direttori Generali e dia le linee guida, la direzione di marcia ecc….

3. Le eccessive dimensioni dell’azienda non mineranno le capacità operative aumentando a dismisura i disservizi?

4. Quali sono i risparmi ipotizzati con questa riorganizzazione?

5. Sono state le ipotesi di risparmio la molla fondamentale che l’ha spinta alla scelta dell’azienda unica?

6. Non pensa che si corra il rischio di ridurre in modo considerevole l’offerta di sanità della Regione? ( vedi RNM )

7. Quali le reali motivazioni di questo progetto stante che non è nemmeno conclusa la riorganizzazione per area vasta che questo stesso governo aveva messo in campo?

8. E' stata fatta una simulazione degli effetti di tale riorganizzazione ?

9. Sono stati sentiti i vari direttori generali, soprattutto quelli con maggiore esperienza ?

10. Chiusa l’agenzia che poteva dare un supporto organizzativo serio, mandati via i dirigenti più esperti non crede sia particolarmente rischioso affidare un incarico così delicato / strategico ad una persona che mastica di sanità solo da 1 anno e perdipiù in Az sanitaria fra le più piccole?

11. Il fatto che il neo Direttore generale faccia parte di Comunione e Liberazione è un fatto casuale o indica una condivisione di un modello di sanità di tipo lombardo? (CL da sempre spinge per la privatizzazione della sanità)

12. Non crede che la riorganizzazione degli ospedali così come ipotizzate nella riorganizzazione dell’azienda unica possa determinare la definitiva chiusura delle strutture periferiche? (si veda ospedali riuniti di PN) oppure è questo il vero obbiettivo ?

13. Non crede che l’esperienza fallimentare del Gervasutta con attuale fuga di pazienti verso Monastier dovrebbe esserci da monito?

14. Dato che la sanità non dovrebbe essere nè di dx nè di sin intende coinvolgere le opposizioni nella sue scelte in modo che siano quanto più condivise possibili o è disposto a fare una riforma tanto delicata a colpi di maggioranza?

15. Perchè non affrontare i veri problemi della sanità regionale esempio nella cancellazione dei doppioni (maxillo facciale - ORL, anatomia patologica , due chirurgie , 2 oculistiche , tre anestesie, ortopedie, 2 chir plastica , 2 neurologie, laboratorio con 3 primari 42 Tecnici di cui 23 laureati , nomina di un responsabile del centro trapianti) e questo solo per parlare dell’OC di Udine?

16. Non sarebbe stato più utile intervenire per la nomina di un responsabile del centro trapianti vacante da più di un anno?